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MIX VALORI DELLA “C”

COSA CI DICE LA “C” DELL’A.G.E.S.C.I

Sempre in tema di valori forse non è fuori luogo ricordare i concetti base della religione, che vengono richiamati in modo chiaro dalla “C” della AGESCI
Dopo tanti anni forse qualcuno di essi potrebbe essere stato dimenticato.
All’essenziale sono:

Le tre virtù teologali

Fede
La fede è la virtù per la quale l’uomo crede in Dio per tutta la durata della sua esistenza, soprattutto nei momenti difficili e dolorosi. Con la fede l’uomo confida in Dio sempre e cerca di fare la sua volontà.
Speranza
E’ la virtù per la quale l’uomo si aspetta da Dio la vita eterna come sua situazione spirituale dopo la morte, riponendo la sua fiducia nella promessa di Cristo, e con l’aiuto dello Spirito Santo per preservarla sino alla fine della vita terrena.
Carità
La carità è la virtù per la quale l’uomo ama Dio al di sopra di tutto ma anche il suo prossimo come se stesso. Questo è anche il comandamento nuovo del Vangelo perchè comprende tutti i punti dei dieci Comandamenti.

Le quattro virtù cardinali

Prudenza
La prudenza orienta la ragione a discendere, in ogni circostanza, il vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per attuarlo. Da un punto di vista strettamente biblico la prudenza evoca essenzialmente il dono della Sapienza, cioè la capacità di vedere ogni cosa alla luce di Dio. Concretamente la prudenza consiste nella capacità di distinguere il vero dal falso e il bene dal male, smascherando – attraverso questa stessa virtù – le false verità (a volte difficilmente identificabili). L’uomo prudente non è l’indeciso, il cauto, il titubante, ma è uno che decide il proprio comportamento con realismo: non si fa trascinare, non tentenna e non ha paura di andare anche contro la cultura imperante, quando è lontana dalle leggi di Dio.
Giustizia
La giustizia consiste nella volontà di dare al prossimo ciò che gli è lui dovuto. Chi pratica la giustizia è giusto come Egli [Cristo] è stato giusto mentre chi non pratica la giustizia non è da Dio (Giovanni 3,7-10).
Fortezza
La fortezza fornisce la costanza nella ricerca vero bene , anche nelle difficoltà. La fortezza è la capacità di resistere alle avversità, di non scoraggiarsi dinanzi ai contrattempi, di andare avanti ad ogni costo, senza lasciarsi vincere dalla pigrizia, dalla viltà, dalla paura. La fortezza si oppone alla pusillanimità che è il difetto di chi non non esprime nella pienezza le proprie potenzialità, accontentandosi di condurre un’esistenza vuota.
Temperanza
La temperanza controlla la nostra percezione del mondo esterno e filtra le lusinghe dei piaceri sensibili, rendendoci equilibrati nell’utilizzo di tutti i beni contenuti nel Creato. Se invece l’uomo seguisse liberamente le proprie pulsioni, e mettesse al primo posto le bramosie e le passioni senza rispettare il Mondo e le sue creature (persone, animali, natura, materia etc.) sarebbe come un animale. La parte animale dell’uomo rischia di condizionarlo per tutta la vita verso il piacere, la degenerazione e gli abusi nei confronti del prossimo. La temperanza è quindi la virtù che rende capaci di equilibrio nell’uso dei beni creati, assicura il dominio della volontà sugli istinti animali e mantiene i propri desideri entro i limiti dell’onestà in tutti i rapporti con gli altri.

I sette doni dello Spirito Santo

Intelletto
L’intelletto consente una comprensione immediata delle verità e non solo quelle di fede Offre una visuale più viva e completa su tutta la realtà che ci circonda. Col dono spirituale dell’intelletto è possibile elevarsi ad un maggior livello di comprensione, sia razionale che intuitiva. Permette di approfondire con rapidità i significati e le concezioni più difficili da comprendere, con particolare riferimento a quelle più elevate
Sapienza
Permette di comprendere, in particolare, le realtà soprannaturali. La sapienza si distingue dall’intelletto perché porta la persona direttamente alla conoscenza e alla contemplazione di Dio stesso. La sapienza, secondo la definizione data da San Tommaso, è un “abito soprannaturale”. E’ anche inseparabile dalla carità perchè non può coesistere in coloro che fanno prevalere i valori negativi. In virtù di questo dono speciale si possono valutare le cose soprannaturali come se si vedessero dal punto di vista di Dio.
Consiglio
Il Consiglio è definito come la disposizione dell’uomo ad accttare e seguire le ispirazioni divine. Agisce sull’intelligenza aprendone la mente; illumina la coscienza nelle scelte della vita di ogni giorno evitandole giudizi e decisioni avventati.
Fortezza
E’ la capacità di fare il bene con continuità nonostante la fragilità della volontà umana. Nasce dalla consapevolezza della bontà dell’ideale perseguito. E’ un impulso che dà vigore all’anima non solo in momenti drammatici come quello estremo del martirio (riservato ai santi), ma anche nelle abituali condizioni di difficoltà della vita. Rende solidi per rimanere coerenti con i propri principi e nella sopportazione di offese e di attacchi ingiusti. Fa rimanere sulla strada della verità e dell’onestà, pur se fra incomprensioni ed ostilità. La fortezza è indicata anche come il coraggio, la tenacia e la costanza di perseguire il proprio dovere senza essere guidati dall’istintività o scendere a compromessi con le pressioni dell’ambiente circostante. L’assenza di fortezza può portare alla vigliaccheria (rinuncia a esporre le proprie idee di fronte agli altri), opportunismo (conformarsi alle mode e alle idee dominanti).
Scienza
La parola «scienza» (dal latino “scientia”) significa conoscenza. Questa parola implica una ricerca sistematica delle verità. La scienza non si riferisce solo alle scienze naturali, ma comprende anche le scienze morali. Si tratta perciò di un dono spirituale che indirizza verso le verità supreme
Pietà
La pietà è un concetto teologico che descrive l’affetto, il rispetto e l’obbedienza. E’ un dono che ci rende capaci di desiderare quello che Dio desidera per noi e ci dispone ad un atteggiamento di delicatezza e di rispetto verso il prossimo, come figli dello stesso padre.
Timore di Dio
Il timore di Dio è l’atteggiamento secondo cui il fedele vive costantemente considerandosi sotto lo sguardo del Signore, preoccupato di piacere più a lui che agli uomini. Dio non è evidentemente un funzionario che cerca di cogliere qualcuno in fallo, ma un padre che desidera il vero bene del figlio. Il timore di Dio è quindi l’atteggiamento del figlio che vuole corrispondere all’amore del padre. Il timore di Dio non è perciò “avere paura” di Dio, ma avere rispetto di Dio. E’ la consapevolezza che Dio è l’Altissimo, consapevolezza da cui deriva il dovere di onorare Dio con la propria condotta.\

I sette vizi capitali

I sette vizi capitali costituiscono le peggiori inclinazioni comportamentali dell’uomo. Questi vizi, secondo il cristianesimo, rischiano di distruggere il destino spirituale post-mortem dell’anima umana. Si contrappongono infatti alle virtù, che invece la fanno evolvere verso il Bene supremo. Sono quindi definiti “capitali” perchè danneggiano in profondità la natura umana e rischiano di allontanarla dal Regno di Dio che ci è stato promesso nel Vangelo, per dopo la morte.
Superbia
Evidenziare la propria superiorità, reale o presunta, con un costante atteggiamento di altezzoso distacco e di ostentato disprezzo sia verso gli altri, che verso le norme e le leggi.
Avarizia
Cupidigia, avidità e costante senso di insoddisfazione per ciò che si ha già e bisogno sfrenato di ottenere sempre di più.
Lussuria
Irrefrenabile desiderio del piacere sessuale fine a sé stesso, concupiscenza, eccessivo attaccamento ai beni terreni ed eccessiva renitenza nel separarsi da essi. Idolatria delle cose e dei beni.
Invidia
Tramare contro il bene altrui e fare in modo o diree cose per cui gli altri, soprattutto quelli che hanno di più, siano danneggiati. Sparlare alle spalle per sminuire i successi degli altri. Percepire il bene degli altri come un male per se stessi, anziché considerare il bene degli altri come una spinta emulativa a migliorarci.
Gola
Ingordigia, abbandonarsi esageratamente ai piaceri della tavola. Perdita totale del senso della misura nel bere. Esagerare coi cibi fino a perdere la capacità di provare piacere reale per ciò che si sta gustando.
Ira
Tendenza ad alterare rapidamente il proprio stato emotivo verso tutti o verso alcune persone. L’ira si manifesta in modo talvolta violento e non solo verbale, cela un’avversione profonda e vendicativa verso qualcuno o qualcosa.
Accidia
Inerzia nel vivere, apatia, torpore mentale, pigrizia, indolenza, infingardaggine, svogliatezza, abulia. Non impegnarsi mai e in nulla.

Le beatitudini
– Dal “Discorso della montagna”:
– Beati i poveri di spirito, perché di essi è il Regno dei cieli.
– Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
– Beati i miti, perché avranno in eredità la Terra.
– Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati.
– Beati i misericordiosi, perché troveranno la misericordia.
– Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
– Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
– Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il Regno dei cieli.
– Beati voi, quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi, per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché sarà grande la vostra ricompensa nei Cieli

Ma aggiunge anche:
. Guai a voi, che ora siete ricchi, perché avete già ricevuto la vostra soddisfazione qui sulla terra.
– Guai a voi, che ora siete sazi, perché, nell’altra vita, avrete fame.
– Guai a voi, che ora godete perché, nell’altra vita, sarete nel dolore e piangerete.
– Guai a voi, quando gli uomini diranno bene di voi, cosi infatti agivano anche i loro padri con i falsi profeti

I dieci comandamenti
Io sono il Signore Dio tuo:
1) Non avrai altro Dio fuori di me.
2) Non nominare il nome di Dio invano.
3) Ricordati di santificare le feste.
4) Onora il padre e la madre.
5) Non uccidere.
6) Non commettere atti impuri.
7) Non rubare.
8) Non dire falsa testimonianza.
9) Non desiderare la donna d’altri.
10) Non desiderare la roba d’altri.

Il comandamento nuovo
« Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l\’anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. Il secondo è simile al primo: amerai il prossimo tuo come te stesso.
Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti » (Matteo 22,37-40)

I VALORI SCOUTISMO,MITI, EDUCAZIONE 
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